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Fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura del periodo

  • La legge finanziaria 2008, adeguando il regime di incentivazione delle fonti rinnovabili, ha stabilito un incremento della quota d’obbligo di immissione di energia prodotta da fonti rinnovabili pari allo 0,75% nel periodo dal 2007 al 2012. Tale obbligo riguarda i produttori e gli importatori di energia elettrica da fonti convenzionali.
  • Lo scorso 23 gennaio, nell’ambito della ripartizione degli obiettivi continentali di politica energetica ed ambientale resi noti nel marzo 2007, la commissione europea ha fissato un obiettivo per l’Italia pari al 17% di consumo di energia prodotta da fonti rinnovabili sul totale dei consumi nazionali. Tale obiettivo ha carattere vincolante e dovrà essere raggiunto entro il 2020.
  • In gennaio 2008 il Consiglio di stato ha accolto il ricorso dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas (Aeeg) contro l’annullamento della delibera n.249/2006, che rivedeva il costo evitato di combustibile (Cec) riconosciuto ai produttori, determinandone un significativo ridimensionamento. Il  costo evitato di combustibile (Cec) stabilito dalla delibera n. 249/2006, che varia, secondo la data di entrata in servizio degli impianti, tra 53,1 euro per megavattora e 60,5 euro per megavattora, dovrà trovare applicazione a partire dal 2007. Ciò provocherà una riduzione del prezzo di cessione corrisposto ai produttori Cip 6, finora calcolato applicando un costo evitato di combustibile (Cec) di 73,2 euro per megavattora, nonché una riduzione del prezzo dei certificati verdi di pertinenza del gestore dei servizi elettrici emessi nel 2007, stimabile in circa 13,5 euro per megavattora (nuovo prezzo pari a circa 124 euro per megavattora).
  • Lo scorso 24 gennaio si è conclusa la consultazione pubblica sullo schema di piano nazionale di allocazione per gli anni 2008-2012.
  • In data 13 febbraio è stata formalizzata da parte dei soci Galsi l’acquisizione pro quota delle azioni detenute dal socio Wintershall che aveva precedentemente manifestato la volontà di uscire dalla società. La partecipazione di  Hera Trading Srl  in Galsi Spa raggiunge ora il 10,4%.