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Servizi pubblici

Servizi pubblici locali: l’evoluzione del quadro normativo e regolamentare 

Servizi idrici ed ambientali

Nel corso del 2007 è stata realizzata la graduale revisione del c.d. testo unico delle norme ambientali (Dlgs. 152/06), che ha comportato il “ritorno” della definizione di rifiuto nell’alveo della giurisprudenza comunitaria ed un suo sostanziale allineamento alle prassi gestionali consolidate.

Non si segnalano novità rilevanti sul piano dei modelli di gestione e di affidamento, nonostante la presentazione, da parte del governo, di una proposta di radicale riforma. Il disegno di legge di riforma dei servizi pubblici locali (c.d. Lanzillotta), infatti, seppur approvato in prima lettura dal senato, non è giunto a definizione per l’anticipata conclusione della legislatura.

Dalle diverse versioni del disegno di legge presentate in corso di discussione è rimasta sistematicamente esclusa la riforma di mercato del settore idrico, ciò che configura un orientamento confermato da una moratoria delle gare per l’affidamento del servizio idrico introdotta in sede di approvazione della normativa in favore dei consumatori e della concorrenza. Un ripensamento della struttura normativa e regolamentare del settore idrico è, tuttavia, in corso: il ricostituito comitato di vigilanza delle risorse idriche ha avviato un’analisi della regolazione tariffaria con l’intento di proporne una riforma nel senso dell’ efficienza del sistema, nonché della maggior tutela dei cittadini.

A livello regionale il dibattito si va concretizzando in atti normativi: in Emilia Romagna è entrato in vigore, dal 1° gennaio 2008, un metodo tariffario regionale che istituisce obblighi in materia di recuperi d’efficienza e di livelli di qualità dei servizi e, per differenza rispetto alla fissazione convenzionale della remunerazione del capitale prevista dal metodo normalizzato nazionale, valuta detta remunerazione con criteri di maggiore coerenza ai costi effettivi del capitale.  

Disciplina della concorrenza per il mercato della distribuzione del gas

La legge di conversione del decreto legge 1° ottobre 2007, contenente misure urgenti di finanza pubblica, successivamente modificata dalla legge finanziaria per il 2008, interviene nuovamente sulla materia delle gare gas dopo le note modifiche all’originario disposto del decreto Letta operate dalla legge Marzano e del c.d. decreto milleproroghe 2006 (convertito in legge 23 febbraio 2006, n. 51).

Segnando una notevole discontinuità rispetto al recente passato, in cui ripetuti interventi normativi sono intervenuti sulla ridefinizione delle durate residue delle concessioni direttamente attribuite, la norma non modifica le scadenze delle concessioni, che restano quindi definite dalle citate modifiche al decreto Letta, bensì introduce criteri organizzativi per l’effettuazione delle gare.

La legge supera la “gara comunale” dando mandato al governo di individuare, con l’ausilio dell’Aeeg, opportuni bacini ottimali; le gare saranno, quindi, effettuate su basi territoriali diverse e più ampie rispetto alle attuali. I bacini devono essere individuati entro un anno dalla conversione in legge del decreto (quindi entro il 29 novembre 2008) e le gare effettuate entro due anni da detta individuazione. Si prevede l’introduzione di un bando tipo che includa nella valutazione dei concorrenti, oltre all’offerta economica, parametri qualitativi e di affidabilità della gestione.

La norma prevede, altresì, che ai comuni interessati alle “nuove gare” sia riconosciuto, ove minore, un canone pari al 10% del vincolo dei ricavi di distribuzione; la disposizione tende a tutelare gli interessi patrimoniali di quei comuni nei quali le concessioni sono spirate  (in assenza di proroghe ex Letta e Marzano, infatti, i rapporti concessori in essere sono ex legge scaduti il 31 dicembre 2007) e che si sarebbero quindi visti danneggiati dal rinvio delle gare in attesa dell’istituzione dei bacini.

È prevedibile che i bacini ottimali si costituiscano sulla base di aggregazione degli attuali bacini tariffari; la loro costituzione andrà coordinata con la regolazione in formazione, cui si è fatto cenno nel paragrafo 2.2, relativa alle tariffe di distribuzione.